
La pirateria dilaga e l'Europa cerca un poliziotto informatico. Viviane Reding, il commissario europeo per l'informazione e i media, nel suo video-bollettino settimanale dichiara "Gli attacchi informatici sono diventati uno degli strumenti del crimine organizzato, un mezzo delle compagnie di blackmailing e di alcune entità per sfruttare le debolezze delle persone, ma anche uno strumento di politica estera e militare, e globalmente un sfida per la democrazia e l'economia". E' ormai noto che internet è la nuova frontiera di spionaggio tra paesi, come è noto che la rete può essere una grande fonte di reddito e un mezzo per far danni incalcolabili agli stati sovrani.
Secondo le stime un collasso di 30 giorni (ma 30 giorni sono veramente tantissimi) delle connessioni provocherebbe in Europa una perdita di 150milioni di euro, ecco perchè si renderebbe necessaria una figura pronta a fronteggiare tali situazioni, anche perchè l'ENISA (European Network and Information Security Agency), l'agenzia comunitaria per la "network and information security"- sempre secondo la Reding - non sarebbe all'altezza
Un blocco di 30 giorni, come dicevo prima, mi sembra esagerato ma ricordiamo che nel 2007 in Estonia, a causa di una vera e propria guerra informatica , si arrivò a un blocco di tutte le infrastrutture del paese...
Un blocco di 30 giorni, come dicevo prima, mi sembra esagerato ma ricordiamo che nel 2007 in Estonia, a causa di una vera e propria guerra informatica , si arrivò a un blocco di tutte le infrastrutture del paese...





